Archive for the riflessioni… Category

Posted in poesie..., riflessioni... on giugno 5, 2018 by Adry

“dimmi di te…” 

non so cosa dire di me…ciò che mi colloca nello spazio che vivo, nella società, nel tempo…non mi  definisce….sono altro…sono quello che gli altri vogliono vedere…sono quello che non si può definire…sono quello che scopro ogni giorno di me…come una lista delle spesa dove manca sempre qualcosa…

…ed allora sono quello che sento quando mi tocco…profonda e trasparente…come il mare che amo…nelle profondità la disperazione, nella trasparenza la fragilità…

 

 

…e tra le parole…fioriscono pensieri…

(Fabiola Paci)

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Posted in poesie..., riflessioni... on dicembre 29, 2017 by Adry

 

 

 

Io sono Eva, Signore.

E non voglio obbedirti

soltanto amarti

perché credo che l’Amore

contenga già l’Obbedienza.
Io sono Eva, Signore,
stanca di sacrifici
Eva che vuole gioire
perché crede che l’Allegria
contenga già il Servizio.
Io sono Eva, Signore,
anche senza figli,
perché una donna
anche con la mente è Madre
e il Grembo delle sue idee
da’ vita ad ogni Creazione.
Io sono Eva, Signore,
ed ho compreso che
“l’Amore per Sempre”
non era per Lui
non era per Te
ma era la sola Fedeltà possibile
che potevo garantire a me stessa.
Io sono Eva, Signore,
e oggi come ieri,
affronto il Lavoro
in casa e fuori.
Ma non nascondo più
la fatica di farlo
dietro il Sorriso ossequioso
della serva o della puttana.
E credo nella maternità,
ma non a costo della mia vita
e dell’Infelicità
di quelli che genero.
E credo nell’amore
ma non come Asservimento
del corpo,
del cuore,
dei pensieri.
E se qualcuno vuole Giocare con me
Prima deve addomesticarmi
come il Piccolo Principe
fece con la Volpe
e rinunciare
al dominio,
alle guerre
e agli eserciti
ai quali, nei secoli
è stato concesso
lo Stupro.
Perché io non sono più
una che si trasforma in albero
per sfuggire ai sottoprodotti maschili
del Violentatore Sacro
che, tante volte, qualcuno
ha chiamato “dio”.
Io sono Eva, Signore,
allevata, sfidando,
per miliardi di anni,
Roghi e Calunnie.
Eva
assai spesso Nemica
delle altre donne.
E, da sempre,
certamente
Sola.
Eppure
ancora spaventata
dalla Solitudine,
ancora terrorizzata
dall’Abbandono.
Eva che, però, ha deciso,
di non avere più Paura
di ciò che, in verità, Desidera:
la Libertà
anche a costo
della Solitudine.
Ho capito
Infatti,
Signore,
che esiste un terrore da abbattere
peggiore della Morte
e più potente di ogni Divinità.
Un terrore
sconfiggendo il quale
ogni libertà è possibile.
Quel terrore da abbattere
è la Paura della solitudine.
Ecco perché oggi,
Signore,
io sono Eva:
Libera e Sola.
E vengo, Felice,
ad incontrarti.

Maria Rita Parsi

 

 

Posted in riflessioni... on agosto 17, 2017 by Adry

 

Come salvarsi la vita

1. Eliminare i sensi di colpa.

2. Non fare della sofferenza un culto.

3. Vivere nel presente (o almeno nell’immediato futuro).

4. Fare sempre le cose di cui si ha più paura; il coraggio è una cosa che s’impara a gustare col tempo, come il caviale.

5. Fidarsi della gioia.

6. Se il malocchio ti fissa, guarda da un’altra parte.

7. Prepararsi ad avere ottantasette anni.

#Erica Jong

 

 

 

Posted in riflessioni... on luglio 15, 2017 by Adry

E se ci perderemo, non ti perderò e non mi perderai. Perché alla fine io lo so e tu lo sai.
Ci sono tramonti che non tramontano mai…

 

Bisotti, Il quadro mai dipinto

Così tu hai potuto davvero scordarlo
Che tanto a lungo m’hai dato il tuo cuore
Quel dolce, falso tuo piccolo cuore
Che più dolce e più falso io non potrei trovarlo
Dunque hai scordato l’amore e il dolore
Che m’hanno stretto il cuore, ed io non so capire
Quale fosse più intenso, se il dolore o l’amore
Ma immensi erano entrambi, da morire.

Heinrich Heine

Posted in poesie..., riflessioni... on marzo 5, 2017 by Adry

cav

Destrieri senza morso
Galoppano i cavalli del mare
Le lunghe criniere al vento
Destrieri mai domi e senza morso
In una corsa senza tempo
La morte trascina con se;
vecchi barconi affondano
e il mare accoglie tanto dolore,

 

(LEONARDI)- ** FOTO ARCHIVIO/NOTIZIE - PARLAMENTO EUROPEO : RIVEDERE LA BOSSI-FINI, NO PUNIZIONI A CHI SOCCORRE MIGRANTI ** LAMPEDUSA, 30/03/2011 - EMERGENZA CLANDESTINI LAMPEDUSA - NELLA FOTO SBARCHI DI IMMIGRATI. FOTO V.LEONARDI/ {TM News - Infophoto} Citazione obbligatoria {TM News - Infophoto} ------ PARLAMENTO EUROPEO : RIVEDERE LA BOSSI-FINI, NO PUNIZIONI A CHI SOCCORRE MIGRANTI

i corpi ormai sfatti

chiedono pietosa sepoltura
in un lenzuolo bianco
per presentarsi davanti al proprio Dio
pentiti e assolti
dal peccato del vecchio Adamo,
a noi che guardiamo quegli orrori
quelle onde che accolgono cadaveri
l’impegno a fermare quell’eccidio
ad aprire le braccia
a coloro che il mare ha risparmiato.

sicil

Splendida poesia di Salvatore Maurici

Posted in poesie..., riflessioni... on gennaio 20, 2016 by Adry

Non sono assolutamente d’accordo con il poeta, perchè per me l’amore è tutto. Riesce a superare ogni ostacolo, ogni confine.Ma la poesia è tanto bella. Vi piacerebbe leggerla?

Vorrei sapere come la pensate in proposito.

Buona lettura a Voi!

questaè

Quelli che amano tacciono.
L’amore è il silenzio più fine,
il più tremante, il più insopportabile.
Quelli che amano cercano,
sono quelli che lasciano perdere
sono quelli che cambiano, quelli che dimenticano.
Il cuore dice loro che non troveranno mai,
non trovano, cercano.

Quelli che amano vanno come pazzi
perché stanno soli, soli, soli,
consegnandosi, dandosi ogni istante,
piangendo perché non salvano l’amore.
Li preoccupa l’amore. Quelli che amano
vivono alla giornata, non possono fare di più, non sanno.
Sempre se ne stanno andando,
sempre, da qualche parte.
Aspettano,
non aspettano nulla, ma aspettano.
Sanno che non troveranno mai.
L’amore è la proroga perpetua,
sempre il passo seguente, l’altro, l’altro.
Quelli che amano sono gli insaziabili
quelli che sempre – meno male!- resteranno soli.

Quelli che amano sono l’idra del racconto.
Hanno serpenti al posto delle braccia.
Le vene del collo gli si gonfiano
anche come serpenti per asfissiarli.
Quelli che amano non possono dormire
perchè se si addormentano se li mangiano i vermi.

Nel buio aprono gli occhi
e in loro cade lo spavento.

Trovano scorpioni sotto il lenzuolo
e il loro letto galleggia come su di un lago.

Quelli che amano sono pazzi, soltanto pazzi,
senza Dio e senza diavolo.

Quelli che amano escono dalle loro grotte
tremanti, affamati,
a cacciare fantasmi.
Ridono di quelli che lo sanno tutto,
di quelli che amano per sempre, veracemente,
di quelli che credono nell’amore come una lampada d’olio inesauribile.
Quelli che amano giocano ad afferrare l’acqua,
a tatuare il fumo, a non andarsene.
Giocano al lungo, triste gioco dell’amore.
Nessuno si può rassegnare.
Dicono che nessuno si può rassegnare.
Quelli che amano si vergognano di qualsiasi conformismo.
Vuoti, ma vuoti da una costola all’altra,
la morte li corrode dietro gli occhi,
e loro camminano, piangono fino all’alba
dove treni e galli si salutano dolorosamente.
A volte gli arriva un odore a terra appena nata,
a donne che dormono con la mano nel sesso, compiaciute,
a ruscelli d’acqua tenera e cucine.

Quelli che amano cantano tra le labbra
una canzone mai imparata,
e se ne vanno piangendo, piangendo,
la bella vita.

Jaime Sabines

questaf

Posted in poesie..., riflessioni... on settembre 5, 2015 by Adry

Potrei perfettamente escluderti dalla mia vita,
non rispondere alle tue telefonate,
non aprirti la porta di casa,
non pensarti, non desiderarti,
non cercarti nei posti comuni e non rivederti più,
girare per le strade dove so che tu non passi,
eliminare dalla mia memoria ogni istante condiviso con te,
ogni ricordo del tuo ricordo,
dimenticare il tuo viso fino al punto di non riconoscerti,
rispondere evasivamente quando mi domanderanno di te
e fare come se tu non fossi mai esistita.
Però ti amo.

 

È il primo vino:calda schiuma che assaggiosulla tua linguaEdoardo Sanguineti
“Però ti amo” di Darío Jaramillo Agudelo