Archivio per Poesía

Posted in i miei poeti preferiti, poesie... with tags , on maggio 28, 2014 by Adry

 adesso

La collina è notturna, nel cielo chiaro.
Vi s’inquadra il tuo capo, che muove appena
e accompagna quel cielo. Sei come una nube
intravista fra i rami. Ti ride negli occhi
la stranezza di un cielo che non è il tuo.

La collina di terra e di foglie chiude
con la massa nera il tuo vivo guardare,
la tua bocca ha la piega di un dolce incavo
tra le coste lontane. Sembri giocare
alla grande collina e al chiarore del cielo:
per piacermi ripeti lo sfondo antico
e lo rendi più puro.

Ma vivi altrove.
Il tuo tenero sangue si è fatto altrove.
Le parole che dici non hanno riscontro
con la scabra tristezza di questo cielo.
Tu non sei che una nube dolcissima, bianca
impigliata una notte fra i rami antichi.

Cesare Pavese

Posted in poesie... with tags on maggio 12, 2013 by Adry

Buona domenica e Auguri a tutte le mamme!
Vorrei fare gli auguri con una stupenda poesia di un bravissimo poeta contemporaneo.. a me ha regalato forti emozioni. Spero sia così anche per Voi… Vi lascio il mio abbraccio e questa stupenda poesia!

 

Poesia di: marcello Comitini

GUERRA

Tu madre cui somiglio,
non nel volto ma nell’animo mite
e nello sguardo fiero,
tu luna delle mie malinconie
e della mia infanzia
quando chinavi gli occhi alle mie labbra chiuse,
ora dico il tuo nome, ora ti chiamo,
madre di pietà, ora che la morte
vaga nel buio come fosse in guerra.

Col disonore, madre, con la fame alla cieca
non vagabondi o miseri colpisce
ma operai dismessi e figli di operai
come da sempre soldati da macello.
E non è forse questa una guerra?
Posso scriverti, madre di una guerra
senza fondali da teatro senza colpi di scena
senza deliranti discorsi di patria
senza sangue che imbeve la terra.
Guerra che macera l’onore,
che ad uno ad uno colpisce le sue vittime
sotto lo sguardo freddo della gente.
E poi scende il silenzio.
E poi un altro muore cadendo disperato
Entro pozzi avvelenati per paura
D’essere dismesso.
Madre, le leggi, quelle leggi
che ti hanno appena sfiorata
dicono che l’uomo ha diritto al lavoro.
Ma quali leggi dicono che i ricchi
hanno il dovere di creare il lavoro?

Non so renderti omaggio non so scrivere
una lettera che ti dica quanto t’amo.
Mi manca la sintassi dell’amare.

mamma07

Auguri a tutte le mamme: a chi ha la fortuna di poter assistere il proprio figlio.. alle mamme che sono malate.. alle mamme detenute … alle mamme che ci guardano dal cielo … alla madre celeste che ci guidi e ci assista nel difficile compito di genitori… alla mia mamma che è sempre nel mio cuore.. perchè niente al mondo è più importante della MAMMA!

Posted in poesie..., riflessioni... with tags , on marzo 22, 2013 by Adry

nota dell’autore.
Questo è un omaggio a tutte le donne che, in in modo o in un altro devono subire la violenza degli uomini. Ma queste donne sono anche simbolo della debolezza umana di cui alcuni uomini approfittano per imporre la loro violenza:

Ti fa esigua una luce
Poesia di Marcello Comitini

Ti fa esigua una luce di tristezza
negli occhi dove stagna la pazienza
e sottomessa ascolti il tuo destino.
Nel corpo ti vediamo assottigliare
come una scheggia opaca di dolore
e nella carne che palpita di vita
scende la lama a separare
l’anima dal piacere l’istinto dall’amore.
Un rito celebrato con le punte d’aghi
a filo di parole impunemente atroci
a suturare la ferita come un muro
contro l’orrore di saperti viva e vera.
Perché nell’uomo è ancora il desiderio
che tu rimanga l’ombra del suo oggetto
e brucia tra le mani della donna schiava
la bambina strappata alla sua gioia.

franca2

Posted in poesie..., riflessioni... with tags , on marzo 21, 2013 by Adry

Donne-arabe

SONO UNA DONNA

Nessuno può immaginare
quel che dico quando me ne sto in silenzio
chi vedo quando chiudo gli occhi
come vengo sospinta quando vengo sospinta
cosa cerco quando lascio libere le mani.
Nessuno, nessuno sa
quando ho fame quando parto
quando cammino e quando mi perdo,
e nessuno sa
che per me andare è ritornare
e ritornare è indietreggiare,
che la mia debolezza è una maschera
e la mia forza è una maschera,
e quel che seguirà è una tempesta.

Credono di sapere
e io glielo lascio credere
e io avvengo.

Hanno costruito per me una gabbia affinché la mia libertà
fosse una loro concessione
e ringraziassi e obbedissi.
Ma io sono libera prima e dopo di loro,
con loro e senza loro
sono libera nella vittoria e nella sconfitta.
La mia prigione è la mia volontà!
La chiave della mia prigione è la loro lingua
ma la loro lingua si avvinghia intorno alle dita del mio
desiderio
e il mio desiderio non riusciranno mai a domare.

Sono una donna.
Credono che la mia libertà sia loro proprietà
e io glielo lascio credere
e avvengo.

[Joumana Haddad (1970) Libano]

AL MIO CUORE, DI DOMENICA

Posted in poesie... with tags on febbraio 28, 2013 by Adry

E’ passata un’altra giornata, non mi resta che darvi la buonanotte.

Sogni belli a tutti!!

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Ti ringrazio, cuore mio:
non ciondoli, ti dai da fare
senza lusinghe, senza premio,
per innata diligenza.

Hai settanta meriti al minuto.
Ogni tua sistole
è come spingere una barca
in mare aperto
per un viaggio intorno al mondo.

Ti ringrazio, cuore mio:
volta per volta
mi estrai dal tutto,
separata anche nel sonno.

Badi che sognando non trapassi in quel volo,
nel volo
per cui non occorrono le ali.

Ti ringrazio, cuore mio:
mi sono svegliata di nuovo
e benchè sia domenica,
giorno di riposo,
sotto le costole
continua il solito viavai prefestivo.

Wislawa Szimborska, La gioia di scrivere