Dall’alto II (ITA -FR)

Posted in Uncategorized on ottobre 18, 2019 by Adry

marcellocomitini

dallalto

A ma douce Catherine ce rêve

Ho lasciato il mio corpo disteso sul letto
il capo poggiato su quattro cuscini
per respirare meglio,
per far sì che la vita
fosse libera d’andarsene via.
Adesso mi guardo dall’alto.
Lei si è adagiata al mio fianco.
Insieme alla vita mi dona il suo corpo,
le stelle e il profumo del cielo.
Mi carezza con i suoi sguardi,
mi sfiora le labbra con i suoi seni,
mi offre la rosa
sbocciata tra le sue dita,
l’aroma di mare
che lentamente respira al chiuso della grotta
luminosa della sua bocca.
Dall’alto li vedo
questi nostri due corpi
strettamente avvinghiati
mischiati alle acque della sorgente
che ciascuno beve nel sorriso dell’altro
nelle parole che inventano
una felicità senza ombre.

Du haut

J’ai laissé mon corps étendu sur le lit
la tête reposant sur quatre oreillers
pour mieux respirer,
pour permettre à la vie
d’être libre…

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Posted in poesie d'amore on ottobre 17, 2019 by Adry

Silenziosamente
i giorni scivolavano
come foglie d’autunno,
mentre il dolore
ci aveva avvicinati,
e la mancanza, quella voglia
irrefrenabile di starti vicino,
placava ogni tormento.
Mi mancavi, mi mancava
l’incontro con i tuoi occhi,
pur afferrando un ricordo,
mi ero persa, non ti trovavo più,
si celavano singhiozzi
senza fiato e ogni silenzio
colpiva la mia voce,
era un nodo in gola,
poi l’ultima foto,
sorriso finto, viso scarno,
non eri tu…
Ormai di giorni ne erano rimasti
molto pochi, ci eravamo persi
di nuovo, come pensieri etichettati
all’unisono, un addio cementato
su futili parole, tutto stava
lentamente scomparendo,
anche tu, come l’ultima
foglia d’autunno.

Rosa Di Fraia

L’ultima foto, come l’ultima foglia

 

 

Posted in poesie... on ottobre 8, 2019 by Adry

 

Accadde in quell’età… La poesia
venne a cercarmi. Non so da dove
sia uscita, da inverno o fiume.
Non so come né quando,
no, non erano voci, non erano
parole né silenzio,
ma da una strada mi chiamava,
dai rami della notte,
bruscamente fra gli altri,
fra violente fiamme
o ritornando solo,
era lì senza volto
e mi toccava.
Non sapevo che dire, la mia bocca
non sapeva nominare,
i miei occhi erano ciechi,
e qualcosa batteva nel mio cuore,
febbre o ali perdute,
e mi feci da solo,
decifrando
quella bruciatura,
e scrissi la prima riga incerta,
vaga, senza corpo, pura
sciocchezza,
pura saggezza
di chi non sa nulla,
e vidi all’improvviso
il cielo
sgranato
e aperto,
pianeti,
piantagioni palpitanti,
ombra ferita,
crivellata
da frecce, fuoco e fiori,
la notte travolgente, l’universo.
Ed io, minimo essere,
ebbro del grande vuoto
costellato,
a somiglianza, a immagine
del mistero,
mi sentii parte pura
dell’abisso,
ruotai con le stelle,
il mio cuore si sparpagliò nel vento.

PABLO NERUDA, LA POESIA

 

FERNANDO PESSOA – POESIE

Posted in Uncategorized on settembre 22, 2019 by Adry

Letture/Lecturas

Fernando Pessoa
Poesie

Traduzione di Marcello Comitini

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Poesias Inéditas (1919-1930) Lisboa: Ática, 1956
Novas Poesias Inéditas. Lisboa: Ática, 1973

Dmitri Shostakovich
String Quartet No. 8 in C minor, Op. 110
1st movement (Largo)
Borodin String Quartet

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DEUS 3.6.1913

A volte sono il dio che porto in me
E sono anche il dio, il credente e la preghiera
E il simulacro d’avorio
dove quel dio si smemora.

A volte sono solo un ateo
di quel dio che io sono quando mi esalto.
Vedo dentro me un intero cielo
ed è il puro vuoto di un cielo alto.

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22.11.1928

La speranza come un fiammifero ancora acceso,
L’ho lasciata cadere sul pavimento. Si è spenta sul pavimento illeso.
Il fallimento sociale del mio destino
L’ho riconosciuto, come un mendicante in prigione.

Ogni giorno mi trascina con qualcosa da sperare
Qualcosa che nessun giorno potrà dare.

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Posted in pensieri.., poesie... on settembre 17, 2019 by Adry

 

 

 

Avevo la calma, la dolcezza,
la testardaggine di crederci
nonostante il vuoto
mi stesse inglobando,
avevo gli innocenti occhi spietati
di chi aveva amato
sopra qualunque cosa
e si era trovato a precipitare.
Tu eri lì vivo, e mi guardavi,
mi credevi debole,
ma nella mia testa
eri già morto.
Tre volte.

# Sylvia Plath

 

Buone Vacanze!

Posted in pensieri.. on agosto 3, 2019 by Adry

 

E l’anima mia vola verso lidi lontani. Cespugli di rose la accolgono, il profumo dolce la acquetano e il cuore speranzaso aspetta..
A.S.

Marcello Comitini – Il lamento del sognatore

Posted in Uncategorized on luglio 20, 2019 by Adry

Letture/Lecturas

Marcello Comitini
Il lamento del sognatore
©2019

Lettura di Luigi Maria Corsanico

J.S.Bach – Suite No. 5 in C minor, BWV 1011 – Prelude
Stephane Tetreault, cello

Immagine: L.M. Corsanico

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Colui che tiene in pugno il potere immenso
di lasciarmi vivere verrà alla mia porta
con l’arroganza del giusto.
Entrerà in casa valuterà la mia vita
separerà quel che ha un prezzo da quel che non vale.
Ignorerà legami, sentimenti e desideri
perché non sa che il loro prezzo si paga con monete
che non possono tenersi in tasca.
Lo guardo
dal basso verso l’alto come un pesce boccheggiante
in una bolla d’acqua marcia.
«Amico – mi dirà col volto serio
come una muraglia – forse non sai che rovisterò
nella tua anima e porterò via
ogni pensiero, ogni ricordo e la tua esistenza».
Oh, lo so! Porterà via tutto chiuso nel sacco
colmo di parole usate. Parole ormai…

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