Posted in riflessioni... on agosto 17, 2017 by Adry

 

Come salvarsi la vita

1. Eliminare i sensi di colpa.

2. Non fare della sofferenza un culto.

3. Vivere nel presente (o almeno nell’immediato futuro).

4. Fare sempre le cose di cui si ha più paura; il coraggio è una cosa che s’impara a gustare col tempo, come il caviale.

5. Fidarsi della gioia.

6. Se il malocchio ti fissa, guarda da un’altra parte.

7. Prepararsi ad avere ottantasette anni.

#Erica Jong

 

 

 

Posted in riflessioni... on luglio 15, 2017 by Adry

E se ci perderemo, non ti perderò e non mi perderai. Perché alla fine io lo so e tu lo sai.
Ci sono tramonti che non tramontano mai…

 

Bisotti, Il quadro mai dipinto

Così tu hai potuto davvero scordarlo
Che tanto a lungo m’hai dato il tuo cuore
Quel dolce, falso tuo piccolo cuore
Che più dolce e più falso io non potrei trovarlo
Dunque hai scordato l’amore e il dolore
Che m’hanno stretto il cuore, ed io non so capire
Quale fosse più intenso, se il dolore o l’amore
Ma immensi erano entrambi, da morire.

Heinrich Heine

Posted in poesie... on giugno 27, 2017 by Adry

Un altro omaggio alla mia città,

questa volta attraverso  gli occhi di un poeta siciliano.

Sicilia, Salento, bel connubio!

lI Salento
La terra di Lupiae
solare ed accogliente
si offre allo sguardo,
copiosi i frutti
che offre ai suoi figli
prugne pendono dai rami,
dominano la campagna
come antichi totem
gli ulivi pugliesi
pare che preghino Dio
le loro lunghe braccia
cariche di foglie verdi
che sfiorano il cielo.

Salvatore Maurici

 

 

Posted in poesie... on giugno 19, 2017 by Adry

 

Un omaggio alla mia città attraverso la poesia di:

 Antonio Sagredo

Passato leccese

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Lo sapevo, lo presentivo, lo sapevo.

La città scampanava di fiori le chiese,
i bambini ronzavano attorno i campanili.
Il noviziato arrossiva sotto il chiostro barocco,
i limoni scotevano l’aria dal torpore di sangue
scivolato dal turchese!

Immagine correlata

Magnifico il poeta dai balconi squillanti
imbandierati di garofani…
il gelo dei gigli salutavano madonne vogliose
i santi Cosimo e Damiano giocavano a carte
e nel destino i tarocchi assegnavano gli ex-voto.

Ma l’aria si fondeva nel verde nome della mia città,
ingiallita di pietra la sua nudità in un sole invertito.

Un triste basiliano malediceva Vanini: un Cesare – in fiamme!

Col rosario spezzato si lagnava presso i crocicchi,
dove lumicini aguzzi zebravano la nera devota,
imponendo un segno di croce che l’ubriaco scatarrava.

Le giravolte mi torcevano il collo:
un imbelle martirio!

Risultati immagini per balconi leccesi

Posted in poesie... on giugno 11, 2017 by Adry

Ero avvolta nella pelliccia
nera, nella pelliccia bianca
e tu mi svolgevi
e in una luce d’oro
poi m’incoronasti,
mentre fuori dardi di neve
diagonali battevano alla porta.
Mentre venti centimetri di neve
cadevano come stelle
in frammenti di calcio,
noi stavamo nel nostro corpo
(stanza che ci seppellirà)
e tu stavi nel mio corpo
(stanza che ci sopravviverà)
e all’inizio ti asciugai
i piedi con una pezza
perché ero la tua schiava
e tu mi chiamavi principessa.
Principessa!

Oh, allora
mi alzai con la pelle d’oro,
e mi disfeci dei salmi
mi disfeci dei vestiti
e tu sciogliesti le briglie
sciogliesti le redini,
ed io i bottoni,
e disfeci le ossa, le confusioni,
le cartoline del New England,
le notti di Gennaio finite alle dieci,
e come spighe ci sollevammo,
per acri ed acri d’oro,
e poi mietemmo, mietemmo,
mietemmo.

Anne Sexton

 

Posted in poesie... on aprile 9, 2017 by Adry

Sembra un palcoscenico
che ha per sfondo fantasie di velluto,
cotone, raso, fregi e nastri –
Un’amabile noncuranza
ha sparpagliato i piatti banali, i rosari
e ha posto al centro
un vaso scuro dal collo stretto,
boccioli di rose di carta gialli e carnati, sfarzose
rose di carta rosse e aperte –
Dietro il vetro, su rigide sedie
guardano passare i camion una vecchia
rozza imperiosa ornata
da una bandana, e una bella giovane
la sua bocca un’enorme rosa sprezzante –
Il coraggio
di una retorica naturale lancia verso l’arida
Hudson Street un’occasione di poesia, una poesia
casuale che dà passione alle rose,
le rose nella finestra della zingara in un vaso
blu sembrano vere, irreali
come rose vere.

Posted in poesie... on marzo 14, 2017 by Adry

 

Non so se mi ero innamorata di te.
Mi innamorai però di altre cose, lo so:
di una stanza scomoda rivolta a nord,
di una teiera che crepitava di sera.

Degli alberi mi innamorai che toglievano spazio,
dei solitari e soffocanti cinema di quartiere,
dei dolorosi ricordi di prigione,
di un muro ferito dalle bombe.

Delle fermate del tram, delle foglie ricoperte di brina,
di una calda tasca con castagne bruciate,
della pioggia scrosciante, del suono del telefono,
perfino della nebbia fonda color cenere.

Di tutto il mondo mi ero innamorata, non di te.
Lo scoprivo nuovo, interessante, ricco.
Per questo soffro… Non per averti perso.
Altro ho perduto – il mondo intero.

Blaga Dimitrova, Perdita