Archivio per poesie: i miei poeti preferiti.

Posted in Uncategorized with tags on giugno 30, 2015 by Adry

Nuda sei semplice come una delle tue mani,
liscia, terrestre, minima, rotonda, trasparente,
hai linee di luna, strade di mela,
nuda sei sottile come il grano nudo.

Nuda sei azzurra come la notte a Cuba,
hai rampicanti e stelle nei tuoi capelli,
nuda sei enorme e gialla
come l’estate in una chiesa d’oro.

Nuda sei piccola come una delle tue unghie,
curva, sottile, rosea finché nasce il giorno
e t’addentri nel sotterraneo del mondo.

come in una lunga galleria di vestiti e di lavori:
la tua chiarezza si spegne, si veste, si sfoglia
e di nuovo torna a essere una mano nuda.

Pablo Neruda/cento-sonetti-damore-1959

Posted in poesie... with tags on gennaio 4, 2015 by Adry

Stanotte ti ho toccato e ti ho sentito
senza che la mia mano si perdesse più in là della mia mano,
senza che mi sfuggissero il corpo e l’udito
in modo quasi umano
ti ho sentito.

Palpitante, non so se come sangue o come nube,
errante,
quasi in punta di piedi, per la casa, oscurità crescente,
oscurità calante, corresti scintillante.

Corresti per la mia casa di legno,
apristi le finestre
e udii il tuo palpito tutta la notte,
progenie degli abissi, silenziosa
guerriera, così terribile, così sublime,
che tutto ciò che esiste, per me, ora,
senza il tuo fuoco è semplice chimera.

Gonzalo Rojas

 

 

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Posted in poesie... with tags on ottobre 26, 2014 by Adry

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La tua nudità esposta,
intera
come pane sul tavolo.

Bacio dopo bacio,
carezza dopo carezza, si dora
al sole del desiderio.

Fiamma che bagna e brucia,
fiamma che chiama:
la tua lingua.

Arcieri incandescenti
scoccano frecce
i cinque sensi

Tra le tue gambe il centro:
brace di sangue,
cuore del falò.

Battito doppio e un ritmo solo
Come la vita e la morte
al principio.

Conchiglia l’orecchio: il fluttuare
dei sospiri
e la marea degli ah!
e i sospiri.

Lo sguardo si perde.
Le sillabe salivano.
Le pupille si alzano
in un’alta caduta.

Memoria di vertigine:
in dentro il gemito
e i tuoi occhi aperti
ottenebrati.

Ronzio d’ape:
il silenzio
ritorna
senza essersene andato.

Ti scopro al mio fianco
ancora tremante
come appena scampata
a un naufragio
o a un incendio.

E hanno di nuovo sete
di nominare le labbra:
il cuscino, i tuoi capelli,
un muro di mattoni,
un pezzo di cielo: tribù
dalla rotta sconosciuta.

Attraversano l’aria ora quieta
il tuo nome e il mio.
Di nuovo si ricordano di noi,
ci ricreano tali e quali.

Sul tempo intatto
i nostri corpi distesi,
esposti al vuoto,
malinconicamente pieni.

UMIDA FIAMMA (EDUARDO MITRE)

Buon inizio autunno…….

Posted in poesie... with tags , on settembre 24, 2014 by Adry

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Io lo ricordo, amata, io lo ricordo,
lo splendore dei tuoi capelli;
non fu allegra vicenda, né leggera,
per me l’abbandonarti.

Delle notti autunnali mi ricordo,
del murmure nell’ombra di betulle:
e se allora più corti erano i giorni,
più a lungo dava luce a noi la luna.

Ed io ricordo che tu mi dicevi:
«Questi anni azzurri se ne andranno via,
e tu, mio amato, dimenticherai,
per sempre, per un’altra».

Ma oggi il tiglio che va rifiorendo
di nuovo ha ricordato ai sentimenti
come teneramente cospargevo
a quel tempo i tuoi riccioli di fiori.

E il cuore, non disposto a raffreddarsi,
e amando un’altra con malinconia,
va ricordando con quell’altra te,
come un lungo racconto prediletto.

Sergej Aleksandrovič Esenin

Posted in poesie... with tags on settembre 9, 2014 by Adry

Lasciami respirare

Lasciami respirare a lungo, a lungo, l’odore dei tuoi capelli,
affondarvi tutta la faccia, come un assetato nell’acqua di una sorgente,
e agitarli con la mano come un fazzoletto odoroso,
per scuotere dei ricordi nell’aria.
Se tu sapessi tutto quello che vedo! tutto quello che sento!
tutto quello che intendo nei tuoi capelli! La mia anima viaggia
sul profumo come l’anima degli altri viaggia sulla musica.
I tuoi capelli contengono tutto un sogno,
pieno di vele e di alberature:
contengono grandi mari, i cui monsoni
mi portano verso climi incantevoli,
dove lo spazio è più bello e più profondo,
dove l’atmosfera è profumata dai frutti.
dalle foglie e dalla pelle umana.

Nell’oceano della tua capigliatura,
intravedo un porto brulicante di canti malinconici,
di uomini vigorosi di ogni nazione e di navi di ogni forma,
che intagliano le loro architetture fini e complicate
su ün cielo immenso dove si abbandona il calore eterno.
Nelle carezze della tua capigliatura, io ritrovo
i languori delle lunghe ore passate su un divano,
nella camera di una bella nave,
cullate dal rullio impercettibile del porto,
tra i vasi da fiori e gli orcioli che rinfrescano.
Nell’ardente focolare della tua capigliatura,
respiro l’odore del tabacco:
confuso nella notte della tua capigliatura,
vedo risplendere l’infinito dell’azzurro tropicale;
sulle rive lanuginose della tua capigliatura,
mi inebrio degli odori combinati del catrame,
del muschio e dell’olio di cocco.
Lasciami mordere a lungo le tue trecce pesanti e nere.
Quando mordicchio i tuoi capelli elastici e ribelli,
mi sembra di mangiare dei ricordi.

Charles Baudelaire

 
 

Posted in i miei poeti preferiti, poesie... with tags , on maggio 28, 2014 by Adry

 adesso

La collina è notturna, nel cielo chiaro.
Vi s’inquadra il tuo capo, che muove appena
e accompagna quel cielo. Sei come una nube
intravista fra i rami. Ti ride negli occhi
la stranezza di un cielo che non è il tuo.

La collina di terra e di foglie chiude
con la massa nera il tuo vivo guardare,
la tua bocca ha la piega di un dolce incavo
tra le coste lontane. Sembri giocare
alla grande collina e al chiarore del cielo:
per piacermi ripeti lo sfondo antico
e lo rendi più puro.

Ma vivi altrove.
Il tuo tenero sangue si è fatto altrove.
Le parole che dici non hanno riscontro
con la scabra tristezza di questo cielo.
Tu non sei che una nube dolcissima, bianca
impigliata una notte fra i rami antichi.

Cesare Pavese