Posted in poesie... on marzo 14, 2017 by Adry

 

Non so se mi ero innamorata di te.
Mi innamorai però di altre cose, lo so:
di una stanza scomoda rivolta a nord,
di una teiera che crepitava di sera.

Degli alberi mi innamorai che toglievano spazio,
dei solitari e soffocanti cinema di quartiere,
dei dolorosi ricordi di prigione,
di un muro ferito dalle bombe.

Delle fermate del tram, delle foglie ricoperte di brina,
di una calda tasca con castagne bruciate,
della pioggia scrosciante, del suono del telefono,
perfino della nebbia fonda color cenere.

Di tutto il mondo mi ero innamorata, non di te.
Lo scoprivo nuovo, interessante, ricco.
Per questo soffro… Non per averti perso.
Altro ho perduto – il mondo intero.

Blaga Dimitrova, Perdita

Posted in poesie..., riflessioni... on marzo 5, 2017 by Adry

cav

Destrieri senza morso
Galoppano i cavalli del mare
Le lunghe criniere al vento
Destrieri mai domi e senza morso
In una corsa senza tempo
La morte trascina con se;
vecchi barconi affondano
e il mare accoglie tanto dolore,

 

(LEONARDI)- ** FOTO ARCHIVIO/NOTIZIE - PARLAMENTO EUROPEO : RIVEDERE LA BOSSI-FINI, NO PUNIZIONI A CHI SOCCORRE MIGRANTI ** LAMPEDUSA, 30/03/2011 - EMERGENZA CLANDESTINI LAMPEDUSA - NELLA FOTO SBARCHI DI IMMIGRATI. FOTO V.LEONARDI/ {TM News - Infophoto} Citazione obbligatoria {TM News - Infophoto} ------ PARLAMENTO EUROPEO : RIVEDERE LA BOSSI-FINI, NO PUNIZIONI A CHI SOCCORRE MIGRANTI

i corpi ormai sfatti

chiedono pietosa sepoltura
in un lenzuolo bianco
per presentarsi davanti al proprio Dio
pentiti e assolti
dal peccato del vecchio Adamo,
a noi che guardiamo quegli orrori
quelle onde che accolgono cadaveri
l’impegno a fermare quell’eccidio
ad aprire le braccia
a coloro che il mare ha risparmiato.

sicil

Splendida poesia di Salvatore Maurici

Posted in le mie letture on febbraio 4, 2017 by Adry

Nella mia notte il pessimo tuo mattino
sul lastrico mentre io vado a dormire
e tu non hai casa. Sei solo nel temporale.

Sì, nel lastrico, i marciapiedi a camminare,
sonno mai dormito per te. Invano io
nel letto e le sudate coperte

e tu mendichi a me piangendo la tua giornata
per accontentare la mia primordiale ferocità.

Che ora costringo il mio cattivo giorno all’aria
fino al castello delle tue ossa che un amante
inglese scrocchia.

Non c’è lutto per te, letto, usate
brande o mutande…

 

Il passato della felicità. La sigaretta
accesa dopo la congiunzione casuale
e orale. Tu nel letto a gambe semiaperte: –
incontro di materia, e il segno
della virilità ormai rimpiccolita,
tornata alla pigra quotidianità.

I critici malati d’immortalità:
regine dei giornali che sputano
sentenze mentre tu chiedi
una maglietta vecchia per andare
al mare dove non affoghi
bagnando le tue ali.

 

La leggera sciarpa avvolgi intorno
al collo sottile, con un giro
lunghissimo che sferza l’aria
e mi lega al vento mulinello
che produci e la Vergine o i Gemelli
invano saltano fuori con l’oroscopo
dal giornale.

Tu, stella mia, mi attiri.

 

Dario Bellezza : da Libro d’amore

Posted in poesie... on gennaio 24, 2017 by Adry

L’ultimo suono del tuo addio,
mi disse che non sapevo nulla
e che era giunto
il tempo necessario
di imparare i perché della materia.

Così, tra pietra e pietra
seppi che sommare è unire
e che sottrarre ci lascia
soli e vuoti.
Che i colori riflettono
l’ingenua volontà dell’occhio.

Che i solfeggi e i sol
implorano la fame dell’udito.
Che le strade e la polvere
sono la ragione dei passi.

Che la strada più breve
fra due punti
è il cerchio che li unisce
in un abbraccio sorpreso.

e mai
di imparare e di dubitare.
Che due più due
può essere un brano di Vivaldi.
Che i geni amabili
abitano le bottiglie del buon vino.

Con tutto questo già appreso
tornai a disfare l’eco del tuo addio
e al suo posto palpitante a scrivere
La Più Bella Storia d’Amore
ma, come dice l’adagio
non si finisce mai

di imparare e di dubitare.

E così, ancora una volta
tanto facilmente come nasce una rosa
o si morde la coda una stella fugace,
seppi che la mia opera era stata scritta
perché La Più Bella Storia d’Amore
è possibile solo
nella serena e inquietante
calligrafia dei tuoi occhi.

Posted in poesie... on gennaio 21, 2017 by Adry

 

Gli anelli sono il caso, la catena è il destino,
stringente come la rete di Efesto
che offrí al sorriso degli dèi due corpi
su un solo letto, in cosí stretto
intrico, che fu chiara
la verità: uno per uno fa uno.

Gli amanti sottrattivi, che ribattono
che quel che il caso ha unito può dividere
la scelta (come se un puro sforzo
allentasse la stretta di un paradosso) infine
scoprono con stupore d’essere loro stessi
il dividendo che si è ridotto,

giú in quell’inferno dove Don Giovanni
sente la vanità del suo sommare nomi,
poiché il totale è perso per lui,
non vedovo, ma spettro, mentre chi
resta privo di un’unica compagna possiede
un meno che è piú grande del suo piú.

L’amore vero comincia con l’algebra,
con quei casuali attori x ed y,
non-entità il cui magico ruolo
è di far diventare un nulla tutto,
di essere e di non essere, di unirsi:
gli anelli sono il caso, la catena è il destino.

Michael Hamburger, Matematica d’amore

 

 

 

Posted in pensieri.., poesie... on gennaio 14, 2017 by Adry

Le parole ci stancano,
risalgono da un’acqua lapidata;
forse il cuore ci resta, forse il cuore…
#Salvatore Quasimodo

Nikaa photo

Ci sono quelli che vengono schiantati dal dolore,

quelli che diventano pensosi.

Ci sono quelli che parlano del più e del meno…

di piccole cose domestiche,

ci sono quelli che dopo si suicideranno

e non glielo si vede in faccia,

ci sono quelli che piangono molto e cicatrizzano in fretta

e ci sono quelli che annegano nelle lacrime che versano.

Ci sono quelli che sono contenti…

Ci sono quelli che fanno il picnic al cimitero

e quelli che lo evitano

perché hanno una tomba scavata nella testa.

Ci sono quelli che non mangiano più,

quelli che bevono,

quelli che si domandano se il loro dolore è autentico o costruito.

Ci sono quelli che si ammazzano di lavoro

e quelli che finalmente si prendono una vacanza.

Ci sono quelli che trovano la morte scandalosa

e quelli che la trovano naturale con-l’età-per-cui,

circostanze-che-fanno-sì-che…

e la guerra, la malattia, la moto,

la macchina, l’epoca, il destino, la vita,

ci sono quelli che trovano che la morte sia la vita.

E ci sono quelli che fanno una cosa qualsiasi,

che si mettono a correre, per esempio,

a correre come se non dovessero mai più fermarsi.

(Daniel Pennac)

 

 

 

 

 

 

Posted in poesie... on gennaio 6, 2017 by Adry
Sui campi e su le strade
Silenzïosa e lieve,
Volteggiando, la neve
Cade.
 
Danza la falda bianca
Ne l'ampio ciel scherzosa,
Poi sul terren si posa
Stanca.
 
In mille immote forme
Sui tetti e sui camini,
Sui cippi e nei giardini
Dorme.
 Risultati immagini per immagini neve
Tutto dintorno è pace:
Chiuso in oblìo profondo,
Indifferente il mondo
Tace....
 
Ma ne la calma immensa
Torna ai ricordi il core,
E ad un sopito amore
Pensa.

#Ada Negri