Specchio infranto

Dimitar Voinov Jr [Димитър Войнов – младши]

Nel tuo ricordo, ieri
e in memoria di quell’amore travolgente
ho vestito con una camicia verde la mia figura.

Ancora una volta mi sono fermata a fissare
il mio viso allo specchio
e ho sciolto pian piano le ciocche dei miei capelli.

Ho tratto il profumo dalla memoria, e l’ho sparso sul petto,
aggraziata mi sono truccata gli occhi d’azzurro
slacciate le mie trecce le ho posate sulle spalle
e accanto alle mie labbra, lentamente, ho disegnato un neo.

Oh malinconia, che lui non è qui adesso – mi sono detta –
ché stupore lo cogliesse per tutta questa grazia, e vanto.
Ché con un sorriso mi dicesse – quanto sei bella
ancora una volta – dopo aver visto la camicia verde sul mio corpo.

Adesso lui non è qui, per fissare nelle mie pupille nere
il riflesso delle guance sue.
A cosa serviranno stanotte i miei capelli sparsi al vento?
Dove sono le sue dita, perché trovino rifugio nella casa?

Lui non è qui,
ad annusare impazzito l’odore ammaliante del mio corpo.
O specchio, guardami morire dalla voglia,
lui non è qui, a stringermi con vigore tra le braccia.

Io mi guardavo allo specchio
e lui mi ascoltava:
come potrai tu disfare la nostra malinconia?
Si infranse, e urlò preso dalla pena:
oh donna, cosa possiamo fare, ci hai spezzato il cuore!

Forough Farrokhzad

 

da “La strage dei fiori”

Opere:Dimitar Voinov

 

 

 

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